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Redazione, 17 ottobre 2010, ore 14:00

Nebbia sull’olona
L’alba guarda con occhi di agnella.
La luce è bianca e fissa.
Basta a muoverla quella
Colomba in un giro di testa.
Chiarezza chiusa nel mallo.
A metter fuoco e rissa
Ecco il canto del gallo
Ed il sangue della cresta.*

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Marchio della Pathé Frères, società cinematografica fondata nel 1896. Pathé fu la prima società cinematografica a controllare tutto il processo produttivo della realizzazione di film: dalla fabbricazione della pellicola fino alla diffusione nelle sale

Nel film Tre fratelli di Francesco Rosi, il nonno, protagonista della storia, spiega, in un’atmosfera fiabesca, a Marta, la nipotina ritornata da Torino in un paese ai confini fra Puglia e Basilicata per i funerali della nonna, che, al mattino, il gallo canta due volte: all’una e alle quattro di notte. Ed è allora che bisogna alzarsi per assaporare dell’alba i profumi, la dolce musica che a poco a poco diventa un concerto jazz, la luce che dal buio della notte si trasforma in luce bianca come gli occhi di agnella o come la nebbia mattutina pronta a divenire, passando attraverso una varietà di sfumature di colori diversi, sempre più rossa ed esplosiva come la cresta del gallo.

Leonardo Sinisgalli ci scuserà se abbiamo fatto riferimento ad una sua poesia e ad un suo racconto intitolato Gallo reale, nel quale scrive: “Nella controra pomeridiana il gallo dall’alto del fumaiolo gridava l’inizio del vespero estivo. […] La nostra infanzia era piena di quell’urlo che apriva il giorno con fragore e che noi credevamo fosse davvero l’urlo del sole”, ma questa citazione ci è sembrata obbligata per meglio descrivere i nostri propositi.
Prima, però, di mettere alcune delle nostre carte in tavola, permetteteci di divagare sui significati simbolici che, nel corso dei secoli, hanno assunto i concetti di “gallo” e di “sole” perché crediamo che sarà più agevole, per noi, delineare i progetti che con questo sito vogliamo attuare.

Che cosa hanno rappresentato, nell’immaginario delle popolazioni precedenti, il gallo e il sole durante i millenni trascorsi? Nella mitografia rinascimentale, nonostante si ritenesse che avesse legami con le forze dell’oltretomba, il gallo era considerato sacro ed associato ad alcune divinità con particolare riferimento ad Apollo, in quanto annuncia il sorgere del sole. Come simbolo della vigilanza fu accomunato a Mercurio, protettore dei mercanti, e a Marte, dio della guerra. Mentre, secondo il cristianesimo il gallo è la luce che scaccia le tenebre annunciando la luce di Cristo. Lo si ritrova, infatti, effigiato nelle chiese romaniche, tutte rivolte ad est e cioè verso il sorgere del sole.
Il gallo allude anche alla Passione di Gesù e alla conseguente sua resurrezione e all’apostolo Pietro che, al suo canto, negherà, per tre volte, di conoscere il Signore. E per rendere complete le descrizioni precedenti bisognerà aggiungere che, accanto alle tante interpretazioni positive, ve n’è una negativa dovuta alla sua bellicosità facendolo divenire simbolo della lussuria.

Il sole, invece o a complemento di quanto scritto prima, come tutti i simboli archetipici ha una natura doppia e ambivalente: è la sorgente della luce, del calore e della vita sulla terra, ma anche fonte di distruzione e di siccità. È rappresentato nelle vesti degli dei olimpici Helios e Apollo oppure come emblema di Cristo, simboleggiandone l’immortalità e la resurrezione. Cristo o la colomba dello spirito santo sono rappresentati, spesso, avvolti in un cerchio di luce, occupando il posto anticamente riservato alle divinità solari e divenendo, quindi, il “Sole” della salvezza e della giustizia divine che illumina tutti gli eventi passati e futuri. Umberto Eco, curatore del volume Storia della bellezza, pubblicato da Bompiani nel 2004, scrive che “una delle origini dell’estetica della claritas deriva certamente dal fatto che in numerose civiltà Dio veniva identificato con la luce: il Baal semitico, il Ra egizio, L’Ahura Mazda iranico sono tutte personificazioni del sole o della benefica azione della luce, che arrivano naturalmente alla concezione del Bene come sole di Platone; attraverso il neoplatonismo queste immagini s’immettono nella tradizione cristiana”.
Secondo la tradizione greca il bello consiste anzitutto nella proporzione e che non è solo symmetría ma anche chróma, colore, allora la bellezza di un colore o del sole è data da una forma che domina l’oscurità della materia, “dalla presenza di una luce incorporea che altro non è che ragione e idea” per dirla con Plotino. E quella luce che risplende sulla materia degradata non può che provenire da Dio, che viene quindi identificato con lo splendore di una corrente luminosa che percorre tutto l’universo.

Ora, a che cosa serve o servirà questo sito? Evidentemente ad utilizzare il gallo ed il sole nella maniera in cui sono stati descritti.
La luce, fisica e ideale, a cui entrambi fanno riferimento sarà il trait d’union e/o il filo conduttore fra i vari argomenti che, di volta in volta, tratteremo e che proporremo. Superfluo, a questo punto, sottolineare che, senza la luce, la fotografia e il cinema non esisterebbero o che, senza la luce, non potrebbero essere riportati in vita (“alla luce”) documenti importanti oppure, ancora, che la pittura e qualsiasi forma artistica ad essa collegata non avrebbero modo di esprimersi senza una corretta illuminazione.
Tutto questo sarà il nostro punto di riferimento, nel più assoluto rispetto di tutte le forme di pensiero e di espressione artistica con moderazione, pudore e riservatezza e senza peccare di presunzione, qualità che, in particolari momenti, non limiteranno e non impediranno certo il nostro urlo del sole.

* Leonardo Sinisgalli, Tastiera in Gallo reale, ed. San Marco dei Giustiniani, Genova, 2005

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