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Anita

Franco Mazzoccoli, 03 novembre 2010, ore 13:00

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Per Anita
abito lungo blu notte con una spirale vertiginosa di stelline come la via lattea. Disegno di Federico Fellini

«La dolce vita sarà una pietra emiliana»
diceva Peppino Amato, produttore del film.

Scena 42
Ristorante Domus Aurea Est. Notte

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1960. Film di montaggio e materiale di repertorio

Franco Mazzoccoli, 23 ottobre 2010, ore 14:00

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Fotogrammi da 1960, di Gabriele Salvatores. Gli utlimi ritraggono gente di Pomarico e lo stesso paese materano

Può la manipolazione delle immagini in un film di montaggio essere corretta e in che modo lo spettatore cinematografico e/o televisivo può difendersi da un uso scorretto della stessa? Il problema è remoto e di non facile soluzione. Un'occasione per parlarne, sia pure brevemente, ce l'ha offerta recentemente RaiTre proponendoci il film 1960 di Gabriele Salvatores.
Presentato alla Mostra del cinema di Venezia di quest'anno, 1960 è un film di montaggio di materiale di repertorio sull'Italia e sugli italiani nell'anno 1960, appunto.
Già, ma che cosa vuol dire "film di montaggio" e "materiale di repertorio"?

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Somewhere

Giancarlo Riviezzi, 09 ottobre 2010, ore 05:00

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Somewhere di Sofia Coppola ha vinto il Leone d'Oro al Festival di Venezia 2010. Sofia, figlia di Francis Ford, ha origini lucane: il bisnonno Agostino era originario di Bernalda, da dove emigrò agli inizi del Novecento

Una macchina di lusso fa sempre lo stesso giro.
Ad un certo punto si ferma, per un motivo o per l'altro, da qualche parte.

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Cadaveri

Franco Mazzoccoli, 05 ottobre 2010, ore 05:00

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Un fotogramma dal film Ossessione (1943) di Luchino Visconti (a lato)

Luchino Visconti è contraddittorio fin dalla nascita. Infatti nasce a Milano il giorno dei morti, cioè il 2 novembre 1906. Figlio di Giuseppe Visconti, duca di Modrone e di Carla Erba, figlia di un industriale farmaceutico, si occupa dapprima di allestimenti teatrali mettendo in scena lavori commissionatigli dal padre, impresario teatrale. Dopo aver conosciuto il regista Jean Renoir, diviene suo assistente per i film Une partie de campagne e Les bas fond, esperienza fondamentale che gli permette di occuparsi di cinema e di conoscere gli artisti parigini di sinistra. Ritornato in Italia disegna scene e costumi per alcune opere teatrali. Di lì a poco, Renoir gli propone di collaborare alla regia di Tosca, film che sarebbe stato girato a Roma ma la cui lavorazione viene interrotta per lo scoppio della seconda guerra mondiale, che costringe il regista francese a ritornare in patria. Visconti, con Carl Koch, porta a termine il film e decide di stabilirsi definitivamente a Roma dove conosce Dario Puccini, Giuseppe De Santis, Umberto Barbaro, Mario Alicata e Pietro Ingrao con i quali rinnova l'esperienza parigina. Entra, quindi, a far parte del gruppo che scrive per la rivista Cinema, che, sebbene diretta da Vittorio Mussolini e controllata dal regime fascista, consente e permette un lieve dissenso culturale. Ed è proprio in questo contesto che Visconti scrive il brano che vi proponiamo. Nonostante sia stato scritto nel 1941 rivela un'attualità, a dir poco, impressionante e accomuna nel tempo i burocrati di ogni genere. L'anno successivo esce il film Ossessione. Buona lettura. 

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Appunti sul cinema girato in Basilicata

Franco Mazzoccoli, 08 ottobre 2010, ore 05:00

 

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I basilischi, regia di Lina Wertmuller (Italia, 1963). Locandine italiana e polacca

In occasione del Festival Internazionale dei Circoli del Cinema, svoltosi a Matera nel mese di giugno 2007, non si parlò altro che dei film girati in Basilicata sia per la presenza di Gianni Amelio che nel 1973 girò nella città dei Sassi La città del sole sia per la mostra fotografica su Pasolini, regista de Il vangelo secondo Matteo, allestita da Domenico Notarangelo.
L'interesse, come si può ben comprendere, è grande. 

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