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Franco Mazzoccoli, 06 dicembre 2010, ore 13:00

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Capire con il cinema è il titolo di un libro che raccoglie recensioni su 200 film prima e dopo il ‘68 scritte da Goffredo Fofi ed edito nell’aprile del 1977 nella collana Universale Economica Feltrinelli. Si è preso a prestito questo titolo perché è parso il più indicato per tentare di capire l’evoluzione delle manifestazioni studentesche attuali mettendola in rapporto con le situazioni descritte nel film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.
Il film in questione, premiato prima a Cannes e poi con l’Oscar al miglior film straniero e con tre Nastri d’argento, esce nel 1970 con la regia di Elio Petri e con l’interpretazione, fra gli altri, di Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan e Salvo Randone. Narra del rapporto fra il capo della Squadra Omicidi di Roma e la sua amante Augusta Terzi, uccisa per dimostrare che un garante della Legge e un rappresentante del Potere è al di sopra di ogni sospetto, anche quando, scagionato, si autoaccusa.

Girato alla maniera dei film polizieschi americani si avvale dell’istrionesca e superba interpretazione di Gian Maria Volonté convincente nella parte che lo vede, prima, al comando della Squadra Omicidi e, poi, a quello della Squadra Politica, a dimostrazione dello strapotere poliziesco e della deriva della classe media politica e della burocrazia statale verso uno stato autoritario. Bene, detto questo, cosa c’entrano gli studenti, gli insegnanti e le occupazioni di questi giorni? Vediamo che cosa ne pensava all’epoca il “dottore” riportando, senza aggiungere ulteriori commenti e con l’intento di indurci a riflettere, battute del film tratte dalla sceneggiatura pubblicata anch’essa nel 1970 per i tipi della casa editrice Tindalo.

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Dottore
Da oggi assumo la direzione dell'Ufficio Politico. Voi saprete tutti che io fino a ieri mi sono occupato di assassini, e con un certo successo. Non è senza significato che abbiano destinato proprio me, in questo momento, alla direzione dell'Ufficio Politico. Ciò è stato deciso poiché tra i reati comuni e i reati politici sempre più si assottigliano le distinzioni... che tendono addirittura a scomparire. Questo scrivetevelo bene nella memoria: sotto ogni criminale può nascondersi un sovversivo, sotto ogni sovversivo può nascondersi un criminale.
(E ancora)
Nella città che ci è stata affidata in custodia, sovversivi e criminali hanno già steso i loro fili invisibili che spetta a noi di recidere. Che differenza passa tra una banda di rapinatori che assaltano un istituto bancario e la sovversione organizzata, istituzionalizzata, legalizzata? Nessuna! Le due azioni tendono allo stesso obiettivo sia pure con mezzi diversi, cioè al rovesciamento dell'attuale ordine sociale. Seimila prostitute schedate. Un aumento del 20 per cento di scioperi e di occupazioni di edifici pubblici e privati. Duemila case d'appuntamento accertate. In un anno trenta attentati dimostrativi contro la proprietà dello Stato. Duecento stupri in un anno. Cinquantamila studenti delle scuole medie in corteo per le vie della città. Un aumento del 30 per cento delle rapine e degli assalti alle banche. Diecimila schedati in più fra le fila dei sovversivi. Seicento omosessuali schedati. Più di 70 gruppi di giovani sovversivi che agiscono al di fuori dei limiti parlamentari. Un aumento del 50 per cento delle bancarotte fraudolente dei protesti cambiari. Un numero indescrivibile di riviste politiche che invitano alla rivolta.
L'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite; l'uso della libertà che tende a fare di qua1siasi cittadino un giudice, che ci impedisce di espletare liberamente le nostre sacrosante funzioni. Noi siamo a guardia della legge, che vogliamo immutabile, scolpita nel tempo. Il popolo è minorenne, la città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà! I nostri giovani colleghi devono tornare a scuola. Nelle università, nelle fabbriche devono entrare, e si facciano crescere la barba, i capelli. Indossino tute sporche di grasso. Noi dobbiamo sapere tutto. Dobbiamo controllare tutto; servendoci anche dei nostri figli, se necessario.
In questa città non si uccidono solo puttane. Qui si uccidono l'ordine, l'equilibrio sociale. In 24 ore tre occupazioni: baraccati, studenti, insegnanti, insegnanti. Gli italiani... in sei mesi hanno scioperato 81 milioni di ore.
Eh! Ma tu capisci, questi, tre occupazioni in 24 ore, studenti baraccati e insegnanti! Insegnanti!

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(E infine)
Scena XLVII
Complesso questura, interno giorno

Lo studente Alberto Lingua è inginocchiato al centro della cella degli interrogatori. È stanco, sfinito. Il dottore fuma, passeggia annoiato su e giù. Quando si accorge che Lingua, per provare un po' di refrigerio, si appoggia con le mani sul pavimento e solleva le ginocchia si para davanti a lui.
Su, su, su con le mani. Tutto il peso del corpo deve restare sulle ginocchia. Tu non sei un cavallo che cammina a quattro zampe.
Tu sei un cittadino democratico, tu non sei un cavallo. Tu non sei un cavallo! Allora, cosa preferisci? Berti un altro litro di acqua e sale, oppure preferisci restare in ginocchio, non so. Fai tu... Se decidi di alzarti la devi bere tutta. Se decidi, la devi bere tutta. Tutta! Niente! Allora rimettiti in ginocchio, era meglio se non bevevi!
Tu entro dieci minuti potresti andartene via di qui, farti una bella bevuta d'acqua fresca, pura, eh! Chiare dolci fresche acque, eh! studente...
Io non ti voglio mandare sotto processo. Noi non siamo la Ghepeù, noi non siamo le S.S., siamo la polizia d'un paese democratico. Noi siamo ben felici quando possiamo evitare ad un cittadino una dura condanna.
Poi tu sei un ragazzo, che interesse ho io a rovinarti. Stai dritto! Tu puoi essere marxista, anarchico, situazionista... Mao, Lin-Piao. Tu poi leggere il libretto rosso, tu poi fare tutto quello che vuoi; ma tu non sei un cavallo, tu sei un cittadino democratico; e io ti devo rispettare, (urlando) ma i botti terroristici, le intimidazioni, le bombe, che minchia c'entrano con la democrazia? Se tu mi dici chi ha fatto il botto alla Questura e all'American Express, tu ti comporti da democratico, capisci?, coerente. Io lo so che non sei stato tu; ma sono convinto che tu conosci il nome della persona che ha commesso il fatto.
Lingua (ansimando)

Mi dà un po' d'acqua...
Noi non ti vogliamo far fare una delazione; vogliamo che tu ti comporti da democratico. Perché, capisci... ma parliamo da uomini moderni, avanzati: che cos'è questa democrazia? E diciamocelo! È l’anticamera del socialismo. Io, per esempio, voto socialista. Non avere paura. Io sono il tuo confessore. Qui hanno parlato tutti. Non ti succede niente. Io sono una tomba!' Tutto questo palazzo è una grande tomba.

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