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Redazione, 14 febbraio 2011, ore 04:00

75-ilva_palazzo_senzacielo

Taranto questa è
La provincia più inquinata d'Italia, con l'Ilva che produe 8,8% dell'inquinamento europeo da diossina e causa 1.200 decessi all'anno; l'Ilva, primo impianto siderurgico d'Europa, produce dieci milioni di tonnellate di acciaio l'anno ed è attraversato da duecentocinquanta chilometri di ferrovia interna. Un'industria che da quarant'anni distribuisce vita e morte. L'industria siderurgica di Taranto ha causato 180 morti sul lavoro, 8.000 invalidi, 20.000 morti tra cancro e leucemia. Il 97% della diossina prodotta in Italia proviene dall'Ilva di Taranto. Il 78% di tutto il piombo emesso nell'atmosfera nazionale, 32 tonnellate di idrocarburi, il 95% del totale nazionale, 1.300 capi di bestiame abbattuti nel solo 2008 per avvelenamento da diossina.

Taranto chess je
Un documentario pubblicato in dvd della durata di 35 minuti realizzato dai giovani filmaker di Treenet Studios. Alla scoperta della cultura urbana che genera l'hip hop, si imbattono nella figura dello "Sciamano", una delle migliori espressioni della crew tarantina che con i suoi ritmi, un mix di rap, hip-hop e funky, e una scrittura poetica dura, è impegnato in prima fila nel denunciare i problemi che affliggono Taranto: sfruttamento, disoccupazione, emarginazione, corruzione politica, inquinamento.
Il degrado di una città e di un quartiere, Salinella, è raccontato attraverso le testimonianze di residenti che hanno abitato nelle cosiddette saracinesca, abitazioni-garage di 20-30 metri quadri ad alto tasso di umidità, e che sognano di vivere in una vera e propria casa. Storie di miseria, promesse, burocrazia, illusioni.

Guidato da Gianluca, Treenet Studios raccoglie una serie di interviste che ruotano intorno al tema della lotta per la casa. Conclude il suo racconto con le famiglie che, dopo 10 anni circa dall'inizio dei lavori, finalmente abitano nelle case nuove dimostrando che la lotta paga! e le vittorie sono un avanzare impercettibile verso un vivere più civile e una società più giusta, ogni conquista raggiunta pone una nuova meta, l'imperativo è: non abbassare mai la guardia verso l'obiettivo finale, la chiusura di quel gigantesco Moloch! Solitudine! Lerciume! Schifezza! Moloch la cui mente è puro macchinario! Moloch il cui sangue è denaro che scorre! Moloch il cui petto è una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante! Moloch il cui nome è ILVA!

Il film, tra documentario e videoclip, con le riprese durate più di un anno – l'ultimo di lotte per far completare i lavori sospesi a causa del dissesto finanziario del comune – , a montaggio ultimato restituisce la storia della città per denunciare in modo puntuale, dati alla mano, la drammatica situazione ambientale.

Sin dalla sua nascita il cinema ha mostrato le sue due facce distinte e complementari. Il cinema di finzione, inventato, immaginato e costruito per raccontare storie nate dalla fantasia di uno scrittore o di un regista e il cinema della realtà, il documentario, la ripresa "dal vero". Da una parte Méliès e dall'altra i fratelli Lumière. Nel corso degli anni, però, in alcuni casi, i due aspetti si sono confusi e abbiamo assistito a film di finzione trattati come documentari nei quali si trattano argomenti tipici di un'inchiesta televisiva e viceversa. Film come lo splendido Berlin, die Simphonie einer Grosstadt di Walter Ruttmann o come il coraggioso Caro diario di Nanni Moretti sfuggono a classificazioni del genere.
Ci sarebbe piaciuto che da parte di questi giovani promettenti filmaker si fosse scelta una strada piuttosto che l'altra, perché l'argomento in questione poteva essere trattato in due modi differenti. Non si è seguita né una strada né l'altra anche se rimane l'apprezzamento per il lavoro svolto e l'incoraggiamento a proseguire in analisi così puntigliose e documentate.




P al P
(potere al quartiere)
di  Sciamano

Senti il fuoco che brucia / dentro al mio quartiere ho promesso / di bruciare tutte le bandiere delle false promesse / p al q potere al quartiere. // Tu hai distrutto la mia città / senza scusarti con chi ci viveva già / come gli indiani nella cosiddetta America / quello che vedo è una fottuta riserva / che conserva i segni di chi non ha più un sogno / e che spera di non doversi sparare un altra pera / per creare la cosiddetta atmosfera / ca s fasc incandescend ogni buoni / ca s fascn nu cazz d prsdend a dart cunsigl // Bisogna aspettare perchè tutto si deve aggiustare / e con un cazzo di statistica mi devo confrontare / ed impazzire con la mia crisi mistica / le tue sono solo stronzate utopistiche / escon fuori come un mitra e la raffica / di traffo-praticanti, di armi droga e situazioni riluttanti / con gli immigrati per dirne tanti / che fuggono dalle loro terre cacciati / dai loro potenti e mandate al migliore / offerente come merce che non serve // P al p potere al quartiere // Per anni tu hai deciso, agito, ucciso // per quanto sia possibile tu mi hai tolto il sorriso / ma la tua sfortuna è che siamo ancora in vita / resta aperta la partita / in pugno la mia spada colpisco all'impazzita / in tempo di guerra oserei indefinito / ma non è chiu tiemb d guerr frà territorio / o meglio di guerr fra povr / io sono sveglio e pure resto a galla / mi prendi a calci eppure non sono la tua palla // P al p potere al quartiere // Oggi è un bel giorno per morire / perché ho deciso per il mio avvenire / non aspetterò più l'imbrunire per uscire / potrà essere il mio ultimo colpo da sparare / ma non è quello a preoccupare / da qualche parte bisognerà pure cominciare / quella lotta che ami tanto per dire / con il loro agire popolare / ma ora si... perché possono insegnare / maledett... cur sciuec / e la lotta contro il nucleare // P al p potere al quartiere
In definitiva, un buon lavoro di gruppo frutto di un grande impegno, guidato da una forte carica etica; una denuncia particolareggiata di situazioni che forse trattate con più distacco avrebbero sortito un effetto più coinvolgente; una buona selezione di immagini e una particolare cura nella scelta delle inquadrature, talvolta montate con un eccesso di dissolvenze incrociate e di effetti visivi non particolarmente condivisibili.

 

75-campetto
 

Stella Rossa Salinella
di Francesco Lomonaco

L'idea di realizzare Taranto Chess je è nata nel marzo del 2009. In occasione di un concerto, invitammo un nostro amico tarantino che da una decina d'anni fa musica hip hop e canta dei problemi del quartiere ghetto di Taranto in cui vive, il quartiere Salinella. A fine concerto, tra una birra e una "chiacchiera", Gianluca Fonzino aka Sciamano ci parlò del suo impegno sociale, che andava oltre la musica e si concretizzava nel comitato di quartiere Salinella; in quel periodo, lui e alcuni suoi amici erano impegnati nel cercare di fare ottenere una casa popolare a una trentina di famiglie che vivevano nelle cosiddette saracinesche, ovvero dei box adibiti ad abitazioni.
Nel giugno dello stesso anno abbiamo visitato il quartiere Salinella. Grazie all'amicizia di Gianluca Fonzino, siamo riusciti a conquistare la fiducia delle famiglie e ad entrare in alcune di queste case-saracinesca. Inevitabilmente, non avendo una scaletta precisa delle riprese da fare, ci siamo ritrovati a parlare non solo dei problemi nascosti dei quartieri periferici, ma anche del dissesto finanziario e dell'inquinamento dovuto all'Ilva.
A questo punto avevamo abbastanza materiale per fare un documentario che parlasse di Taranto e dei suoi già noti misfatti, ma il problema per noi era che non stavamo facendo nulla di nuovo: stavamo ripercorrendo la strada fatta da tanti videomaker, registi e inchieste tv. Noi invece volevamo raccontare Taranto, e inevitabilmente i suoi problemi, ma volevamo anche mostrare la gente, quei fari di vivere civile che permettono ad una comunità di sopravvivere e che tentano di costruire un futuro diverso. Così ci siamo ritrovati a tagliare e buttar via quasi tutto il lavoro permeato da una visione pessimista e ad inserire quelle occasioni di incontro e di vivere in comune che caratterizzano i comitati di quartiere.
Il lavoro che ne è uscito si presta ad una duplice lettura: non solo uno sguardo sui mali di Taranto, ma anche un percorso tra la gente che vuole cambiare e che, consapevole di essere artefice del proprio destino, tenta un vivere diverso. Anche la scelta della colonna sonora non è stata casuale: è ricaduta essenzialmente su artisti di Taranto e provincia come Sciamano, Fido Guido, SFC, Hobophobic, e poi Gianni Celeste, un cantante napoletano molto ascoltato nel quartiere Salinella.
A metà riprese, nel mese di agosto, per un puro caso, ci siamo ritrovati a collaborare ad un evento e, per l'occasione, abbiamo deciso di montare alcune delle riprese iniziali di alcuni bambini che giocavano a calcio per strada nel quartiere Salinella da proiettare durante il concerto. Siamo riusciti a raccogliere più di 400 euro da inviare al comitato di quartiere per contribuire alla costruzione del campetto di calcio. Anche se non sono bastati per costruire il campetto, almeno si è riuscito a comprare delle divise per i bambini e a formare la squadra di calcio Stella Rossa Salinella. Una piccola soddisfazione.
 


Titoli di coda

Italia, 2010, colore, 35. Ideato e realizzato da Treenet Studios; Regia Treenet Studios; Montaggio Nicola Galante; Camera Nicola Galante, Angelo Calabrese; Titolazioni/grafica Angelo Calabrese; Testi Francesco Lomonaco; Postproduzione audio Angelo Calabrese, Francesco Lomonaco; Voce narrante Domenico Maggiore; Direttore postproduzione Angelo Calabrese; Segretario postproduzione Francesco Lomonaco. Hanno collaborato Domenico Maggiore, Luigi Gallipoli, Vito Dichio, Francesca Zito, Marigrazia Lomonaco Musiche Push–Pull, Liquid montains (ambient frequencies); Sciamano, Uagnune e uagnedd (fall u tu); Sciamano, P al p potere al quartiere (fall u tu); S.F.C., Resistence (10 e 15 anni col coltello puntato alla gola); Choc, Computer slave (ambient frequencies); Gianni Celeste, Pazza e te (Trasparente); Fido Guido, No ne stonne (Terra di conquista); Actitude Maria Marta, Hijo mio (Actitude) Si ringraziano Comitato di quartiere Salinella, Comitato di quartiere Città vecchia, Suburbana Festival, Gianluca Fonzino aka Sciamano, Dj. Sciacallo, Zii Mari, Le cozze taratine, Futura compagnia Senz’arte, i residenti di quartiere Salinella. 

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Commenti  

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Citazione nimaco il 23 Marzo 2017 alle 13:03
è tutto vero quello raccontato all'interno di questo documentario..mi piacerebbe girare dei videoclip del mio nuovo album sopravivere..purtroppo non ho i soldi per potermeli pagare..se cè qlc che è interessato puoì contattarmi al num..3400527827
Citazione sciamano il 17 Marzo 2011 alle 18:03
grazie mille a tutti voi !!
Citazione angelo Calabrese il 27 Febbraio 2011 alle 16:02
Bel video ragazzi!!! Siete forti!! sempre così...
Citazione Pierfrancesco il 14 Febbraio 2011 alle 21:02

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