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Redazione, 20 maggio 2011, ore 18:00

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Muschi&Licheni

Una mostra per festeggiare i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia.
Grafic Fest
Civitanova Marche, Ente Fiera
19–22 maggio 2011

150 modi di scrivere 150, per riflettere in 150 modi diversi sulla Repubblica Italiana.
La sfida per centocinquanta grafici, illustratori, calligrafi, tipografi è quella di esprimere un pensiero, un pensiero visivo. Andare oltre la retorica del festeggiamento e misurarsi con un vincolo estremo: una cifra, solo tre numeri.

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Terra rivoltata

Piero Almeoni e Paola Sabatti Bassini, 13 maggio 2011, ore 02:00

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Terra padana

Ideato da Ferdinando Mazzitelli e sostenuto dalla Fondazione Southeritage per l'arte contemporanea, si è tenuto nel centro storico di Montescaglioso (Mt), il 29 aprile 2011, il programma aMonte, esito progettuale della prima esperienza effettuata nell'agosto dell'anno precedente dal gruppo artistico OsservatorioinOpera, chiamato ad agire in stretto rapporto con i luoghi e a cercare un confronto con il territorio e con le realtà creative operanti in Basilicata.

Il punto di vista del forestiero, a costo di apparire ingenuo, è più immediato, più distaccato e riesce a cogliere a prima vista quegli aspetti che vengono sottovalutati dagli abitanti stessi. Il confronto diventa lo strumento iniziale dell'operazione critica che ha permesso di avvicinare il territorio, muovendo situazioni individuali e molteplici, scegliendo di partire da una visione dal basso, da segni che possiamo lasciare e che si oppongono ai modelli di semplificazione come appiattimento di un liberismo globalizzato.

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Le più belle bandiere dei lavoratori

Mauro Bubbico, 10 agosto 2011, ore 22:00

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Dimostrazione di protesta delle Unions di Manchester contro le serrate che avevano colpito i contadini, 1874. Incisione dell'epoca.

Con il 150° dell'Unità d'Italia abbiamo assistito alla scoperta di parole desuete dal sapore retro e un po' fascista, come patria, e a un corale sventolio di tricolori. Le bandiere rimangono un elemento identitario forte, non è un caso che in altri periodi leader-ministri-secessionisti del governo con la bandiera si sarebbero volentieri puliti il culo (che delicatezza!).
È dileggio di un simbolo e della sua storia. Si bruciano, quelle blu con la stella ebraica di Israele o a stelle strisce americane. Il 1° maggio di quest'anno, a Torino, abbiamo visto bruciare quelle a strisce verdi della Cisl e azzurre della Uil. I regnanti, guerrafondai per definizione, non ci fanno mai mancare occasioni per esporre quelle ad arcobaleno della pace, bandiera di protesta, vista le prime volte nelle manifestazioni americane degli anni sessanta a favore dei diritti agli omosessuali.

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Storie di grafica: Aldo Novarese

Mauro Bubbico, 26 aprile 2011, ore 17:00

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Aldo Novarese (Pontestura, Monfrerrato 1920 – Torino 1995)

Una ricerca sui grafici e i tipografi che presero parte alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo, svolta nel 2010 all'interno del corso di progettazione grafica del secondo anno di specialistica dell'Isia di Urbino, ha avuto il merito di fare un po' di luce sul loro impegno, indagando fatti e vicende tragiche di cui furono protagonisti. Furono uomini semplici, lavoratori ed intellettuali che, ubbidendo ad una necessità interiore, misero a disposizione le loro conoscenze professionali o scelsero la lotta armata per reagire alla sopraffazione e l'odio e poi, con la ricostruzione, si impegnarono a dare forma concreta agli ideali di libertà, di pluralismo, di autogoverno riassunti nella Costituzione. Tra questi una delle figure più amate e care è sicuramente Aldo Novarese. Lo vogliamo ricordare, per chiarire il dna della nostra cultura.

Novarese, un uomo dai molti caratteri
di Laura Fuligna

Aldo Novarese, "uomo di raffinate conoscenze e di rara esperienza progettuale circa la moderna estetica applicata alle lettere", pur essendo l'ultimo erede di una secolare tradizione nell'Arte della stampa, quella italiana di Aldo Manuzio, Giambattista Bodoni, Raffaello Bertieri e Giovanni Mardersteig, è stato una figura molto spesso dimenticata come fosse il normale destino di coloro che per una vita si impegnano nella produzione di strumenti tecnici concreti (i caratteri) per l'elaborazione di pensieri astratti, utili al cammino dell'intera umanità.

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Orientarsi a Urbino

Mauro Bubbico, 08 aprile 2011, ore 14:00

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Rappresentazioni antiche.
Callisto Ciccolini, Pianta Città di Urbino patria di Raffaello Sanzio, 1874

Si è inaugurata sabato 9 aprile alle ore 11, presso la Casa Natale di Raffaello, Urbino walk in progress, una mostra laboratorio sulla rappresentazione della città. L'esposizione, si svolge a conclusione di circa due anni di lavoro e presenta i risultati di una ricerca e un metodo d'indagine interdisciplinare che permette di condividere le conoscenze e realizzare qualcosa di veramente utile.

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Guerre

Redazione, 03 aprile 2011, ore 13:00

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Acrostico della parola Italia.
Luigi, seconda elementare.

 

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Arte-vita-città, l'estetica di Mimmo Rotella

Rino Cosentino, 19 marzo 2011, ore 11:00

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Caffè Florian a Venezia, 1990

Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano 2006) già in vita era un artista di fama internazionale, ma poco conosciuto al grande pubblico anche della sua regione. Bisogna attendere anni più recenti per vedere Mimmo Rotella avviare con la Calabria, e con la sua Catanzaro in particolar modo, una collaborazione assidua che lo ha visto più volte tornare per iniziative riguardanti la sua opera, fin quasi alla sua morte avvenuta a Milano l'8 gennaio del 2006. 

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Paese lucano

Mauro Bubbico, 08 marzo 2011, ore 11:00

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Gli appunti «scritti su un minuscolo tavolino circolare al caffè Greco» con cui Sinisgalli illustrò a Mimmo Castellano il brief di Paese lucano. In basso, una missiva scritta del poeta di Montemurro con cui chiedeva a Castellano di lavorare con lui per l'Alitalia, quando ne era direttore artistico. Accanto, Sinisgalli fotografato in un trullo ad Alberobello dallo stesso Castellano.

Ci sono autori con cui si stabilisce una sorta di patto di sangue, una intesa indissolubile dovuta a origini e a un sentire comuni, a percorsi di ricerca paralleli in spazi temporali differenti ma contigui. Sono persone per le quali si nutre un affetto e un rispetto particolare, è quello per i padri e i maestri e durerà per sempre.

Paese lucano di Leonardo Sinisgalli e Mimmo Castellano fu pubblicato per la prima volta nel 1964 dall’editore Amilcare Pizzi di Milano. Di quel monumentale fotolibro furono stampate 500 copie e diffuse dall’Eni come strenna natalizia.

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Avanti popolo

Redazione, 13 gennaio 2011, ore 13:00

Progetti/ Confronti/ Incontri
34 designer interpretano il PCI

Roma
14 gennaio / 6 febbraio 2011
Casa dell'Architettura

A cura di Bruno Magno e Stefano Rovai

Trentaquattro designer italiani interpretano in termini grafici e visivi l’idea del Partito Comunista Italiano oggi. Trentaquattro autori che si distinguono, oltre che per l’ovvia soggettività di ciascuno, anche per dati anagrafici: due generazioni a confronto su un tema di forte rilievo storico, politico e sociale per il nostro paese.

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La storia siamo noi

Redazione, 13 gennaio 2011, ore 04:00

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Una coperta prelevata da un volo aereo (la mobilità, nuovo paradigma del potere) e resa bandiera: la "pesantezza" del partito, il suo essere avvolgente ma a volte soffocante. E in piccolo, quattro muri: una volta spazi occupati da quegli stessi manifesti, oggi vuoti, in attesa di tornare ad essere supporto per l'espressione delle idee.
Stefano Faoro*

Si inaugura domani, 14 gennario, e rimarrà aperta fino al 7 febbraio, alla Casa dell’Architettura di Roma, "Avanti popolo. Il PCI nella storia d'Italia", 70 anni di storia del nostro Paese raccontati attraverso documenti originali esposti nelle bacheche o digitalizzati, le vignette di Staino e Altan, filmati d'archivio e il film di Mimmo Calopresti "Anch'io ero comunista", immagini e interviste a registi, appassionati e sceneggiatori. All'interno della mostra, una sezione dedicata alla grafica e curata da Bruno Magno e Stefano Rovai dal titolo "Progetti/ Confronti/ Incontri. 34 designer interpretano il PCI". Trentaquattro grafici interpretano la propria idea del Partito Comunista Italiano con una formula singolare: ciascuno dei diciassette senior designer, oltre a tradurre visivamente il proprio modo di essersi rapportato, in maniera diretta o indiretta, con il Partito, ripercorrendone valori, significati, illusioni o disillusioni ad esso legati, ha selezionato un giovane progettista grafico, nato all'incirca nel momento in cui il partito si è sciolto, invitandolo a confrontarsi con lo stesso tema e con lo stesso mezzo, il manifesto 70x100 cm.

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