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Gianfranco Torri, 25 novembre 2011, ore 00:00

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Utilizzare i muri del quartiere per esporre, come se fossero le pareti di una galleria. Ipotizzare un nuovo spazio urbano in cui i muri delle case, come le pagine di un giornale, diventino un modo per fare informazione, per raccontare storie, di casa nostra, e anche per aprire – come una sorta di televisione di strada – finestre sul mondo. È la doppia scommessa con cui si misura Divieto di affissione, progetto pensato per un quartiere di Torino, il Quadrilatero romano.

Divieto di affissione nasce dall'originale collaborazione tra da due delle più vivaci associazioni del centro di Torino: Riquadrilatero, che unisce caffè, ristoranti, locali del quartiere, e l'associazione culturale Zanzara, che alle attività di sostegno nell'ambito del disagio mentale unisce da quest'anno la progettazione di eventi culturali.
La mostra intende restituire al manifesto la sua funzione tradizionale che non è quella di pubblicizzare un prodotto necessariamente in vendita, ma quella di essere strumento di pubblica utilità. Il manifesto è un "programma visivo": un supporto fisico alla portata di tutti, che concentra in poche parole e condensa in un'immagine la capacità di catturare l'attenzione di chi passa, parlando direttamente a tutti. Il manifesto di strada è un dispositivo narrativo che "mette in piazza" fatti e storie, ci fa uscire per strada, e presuppone dunque una comunità che si incontra, discute, si confronta e magari si scontra nello spazio pubblico di vie e piazze cittadine.

 

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La prima mostra "affissa" a partire dal 1 dicembre sarà Le Peuple Veut: 33 manifesti, (formato 70x100, 100x140 e 140x200) che raccontano la Rivoluzione dei Gelsomini a Tunisi. Le manifestazioni svoltesi a Tunisi e Sfax nel gennaio 2011 hanno aperto una stagione di lotta contro i regimi totalitari per l'affermazione dei diritti e della libertà che in breve tempo ha coinvolto altri paesi del bacino del Mediterraneo. Anche a Tunisi "i muri sono stati le lavagne del popolo", e se internet e i cellulari sono serviti a diffondere e organizzare la protesta, i manifesti ne hanno reso popolari le ragioni, le parole d'ordine, gli obiettivi. Realizzati in poche copie, spesso fatti a mano, più raramente serigrafati, stampati e affissi sui muri di notte, i manifesti raccontano i fatti quotidiani, le paure, le preoccupazioni e le speranze che hanno caratterizzato i giorni della Rivoluzione dei Gelsomini ma sono anche stati uno strumento di informazione per la rete e le televisioni.
Le Peuple Veut è il risultato di un'iniziativa spontanea che ha visto grafici tunisini e giordani ma anche francesi, italiani, belgi, polacchi, tedeschi e boliviani uniti per solidarizzare e rendere omaggio alla Primavera Araba. Le Peuple Veut verrà affissa sui muri del Quadrilatero Romano nella notte del 30 novembre. La mostra è a cura di Raouf Karray, docente di grafica presso l'Istituto Superiore di Belle Arti di Tunisi. Prodotta da: Ecole Supérieure d'Arts et Médias de Caen, Centre du Graphisme d'Echirolles, Institut Francais de Tunisie, con il sostegno del Ministère de la Culture et de la Communication.

Divieto di affissione
Un progetto di Gianfranco Torri. Manifesto della 1a edizione: Gianluca Cannizzo. Associazione Riquadrilatero. Associazione culturale Zanzara. Ufficio stampa: Daniela Giuffrida. Videodocumentazione: Daniela Lucca Barbero. Hanno collaborato: Riccardo De Giuli, Fabrizio Vespa. Con il patrocinio della Città di Torino.

Gli appuntamenti di giovedi 1° dicembre 2011
ore 10.00 incontro di Raouf Karray con le scuole al MAO – Museo d'Arte Orientale
ore 12.00 appuntamento ai 3 Galli con inizio visita alla mostra all'aperto con Raouf Karray
ore 18.30 appuntamento al Laboratorio Zanzara per la presentazione dell'agenda e del calendario 2012
ore 19.30 appuntamento al Pastis per la seconda visita guidata alla mostra con Raouf Karray
ore 20.00 thè alla menta all'Hafa Cafè

 

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