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Rachele Giosa, 13 ottobre 2010, ore 14:00

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Massachusset College of Art and Design, Boston. Graphic Intervention: 25 Years of International AIDS Awareness Posters 1985-2010
La Stephen D. Paine Gallery del Massachusetts College of Art and Design di Boston ospita dal 13 settembre al 4 dicembre 2010 una rassegna dei più significativi interventi grafici impiegati a livello internazionale nella lotta contro l'aids negli ultimi 25 anni. Per l'Italia sono stati selezionati i lavori di tre designer: Mauro Bubbico, Andrea Rauch e Oliviero Toscani.

La mostra, intitolata Graphic Intervention: 25 Years of International AIDS Awareness Posters 1985-2010, curata da James Lapides, fondatore della International Poster Gallery di Boston, Elizabeth Resnick, professore e presidente del Graphic Design presso Massart, e Javier Cortez, partner e direttore creativo del Korn Design di Boston, impegnati nella selezione dei 3000 manifesti provenienti da oltre 80 paesi, si prefigge l'obiettivo, attraverso le 153 rappresentazioni prescelte, di raccogliere le diverse risposte offerte da 44 differenti nazioni ad un problema delicato come quello dell'aids.

Il virus dell'Hiv è diventato nel XX secolo una delle più terribili epidemie di tutta la storia, mietendo centinaia di migliaia di vittime, soprattutto nei paesi sottosviluppati, ma non solo. Molteplici sono state le campagne di sensibilizzazione promosse nel mondo occidentale da vari soggetti pubblici e privati nei confronti di un'emergenza di rilevanza globale e dalle mille implicazioni, etiche, sessuali, sanitarie, sociali.
Ogni singolo manifesto selezionato, espressione di una particolare risposta proveniente da ogni singola nazione colpita, si fa così portavoce, nel ricordo di ogni singola vittima, di un comune messaggio salvifico, ergendosi come valido strumento di propaganda nella lotta contro l'aids. A dimostrazione del fatto che, in una società globalizzata, sia la carta affissa sui muri il più conveniente, accessibile, efficace e universale mezzo di comunicazione di massa.

Sono tre gli artisti italiani le cui campagne sono state selezionate per il catalogo: Mauro Bubbico, con il progetto grafico "Copriti", ideato per il concorso "Contatti positivi" (Biella 2002), Andrea Rauch e Oliviero Toscani per Benetton.

 

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Anno 2001. Manifesto 70x100, stampa in quadricromia su carta 140gr/mq.
In vendita sul sito Aiap

Mauro Bubbico, Non farti sorprendere dall'aids, copriti
La scelta da parte del grafico lucano di un'immagine eccessivamente provocatoria, ispirata al marchio di un musicista impegnato nella lotta contro l'aids, pur assegnandogli il secondo posto, pregiudicò la pubblicazione della sua creazione. La sua idea fu, infatti, oggetto di un piccolo scandalo tra gli enti pubblici promotori del concorso, tanto che nessuno dei tre vincitori poté ritirare il premio. Pubblicata soltanto come cartolina destinata ai locali divenne comunque un oggetto di culto presso i giovani, cosicché, stampata come poster nel 2003, fu esposta nel giugno 2005 a New York, presso la School of Visual Arts, in occasione della mostra organizzata per la presentazione del libro di Milton Glaser e Mirko Ilic "The design of dissent", edito da Rockport Publishers.

 

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Design: Andrea Rauch, Rauch Design. Anno 1991. 70x100 cm. Istituto Europeo di Design di Milano, Dipartimento di Grafica Avanzata, in occasione della Conferenza Internazione AIDS, Firenze, Italia, giugno 1991. Il sito web di Andrea Rauch

Andrea Rauch, Chi ha paura del lupo cattivo?
L'aids non è il grande lupo nero. È una malattia grave, che dovrebbe essere prevenuta con attenzione, e curata con ogni mezzo disponibile, ma non è niente di più che una malattia. Coloro che ne soffrono dovrebbero essere aiutati in ogni modo possibile, non isolati ed evitati come colpevoli. L'aids si combatte anche con la cura e la solidarietà. Paura, solitudine e isolamento sono il vero grande lupo nero.

 

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Concept: Tibor Kalman, Oliviero Toscani. Foto: Therese Frare. 1992. 42 x 29.6 cm

Oliviero Toscani, La morte di David Kirby
La foto dell'attivista contro l'aids David Kirby è stata scattata nella sua stanza presso l'Ohio State University Hospital nel maggio del 1990, con suo padre, la sorella e la nipote affianco al suo letto. La foto, scattata sia in bianco e nero sia a colori da Teherese Frare, è stata parte di un documentario fotografico sulle vite dei pazienti e del personale in uno ospizio per malati di aids, è stata inclusa in Life magazine nel novembre del 1990, e ha poi vinto nel 1991 il World Press Photo Award. Tibor Kalman, lavorando con Oliviero Toscani, stava preparando una campagna di consapevolezza associata ai prodotti Benetton e alla cultura; vide la foto di Frare su Life Magazine e suggerì alla Benetton di usarla per la loro campagna pubblicitaria. Benetton contattò la fotografa e la famiglia Kirby, ottenendo il consenso per l'uso della foto e devolvendo il denaro ad una fondazione per la lotta all'aids. Nel decidere tra il bianco e nero e i colori il team creativo decise che doveva sembrare una pubblicità ed essere di forte impatto.

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