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Mauro Bubbico, 22 febbraio 2011, ore 00:00

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Charles Allan Gilbert, All is Vanity, 1892

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La seduzione del “doppio” ha da sempre affascinato le menti più intriganti della produzione artistica così come il tema della “vanità” inteso come “caducità delle cose terrene” ha, in ogni epoca, stuzzicato la creatività di artisti di ogni tendenza e distanti anni luce. Basti pensare al realista Courbet (XIX sec.) e al barocco classicista Pieter Claesz (XVII sec.) per arrivare alla genialità di
Charles Allan Gilbert che, probabilmente ispirato ai ritratti delle nobildonne di Giovanni Boldini e al simbolismo di Arnold Bocklin ha creato questa magnifica opera che ben si presta al gioco del “DOPPIO”: una affascinante signora allo specchio o il fluire inclemente del tempo che inevitabilmente porta alla morte?
Mai come in questo caso calza a pennello il: DIPENDE DAL PUNTO DI VISTA.
Formidabili queste pillole dedicate agli artisti con la A maiuscola. Sono sicuro che il sito continuerà a stupirci.
Ivano
Citazione Ivano il 22 Febbraio 2011 alle 20:02

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