
...statt' 'na picca citt'!
Mia madre
Bum.
Il colpo di grancassa, che richiama la banda musicale a salire sulla cassarmonica per eseguire l’ultima Turandot col Nessun dorma, prima dell’avviso dello sparo dei fuochi d’artificio, ti fa prendere la penultima ioccia della giornata che fa saltare lo stomaco verso l’alto spingendo il cuore più a sinistra, mentre stai tranquillamente parlando male del mal di mare in crociera nel Mediterraneo, partenza Bari molo san Vito, con gli amici e conoscenti.
L’agosto montese è sonoro.
È il passo della banda musicale che percorre le strade. È la processione, il carro, l'orchestra, il crepitio dei fuochi d’artificio che trasformano il cielo in un giardino di luce. È il vociare dei parenti tornati da lontano. È il rumore diurno del traffico moto e motorini, della rinfrescante vita notturna al bar.
Eppure, proprio nel mese più clamoroso dell'anno, San Rocco trasmette un insegnamento apparentemente antitetico: il valore del silenzio. Non il silenzio triste dell'abbandono o della solitudine forzata. Non il silenzio della paura, ma quello fecondo dell'ascolto.
I Padri del deserto lo avevano capito quasi duemila anni fa. Lasciavano città e villaggi per ritirarsi in luoghi dove il vento era spesso l'unica voce udibile. Cercavano il silenzio perché avevano scoperto che il rumore più difficile da spegnere non viene dall'esterno ma dall'interno. Pensieri, preoccupazioni, desideri, paure. Tutto parla dentro di noi contemporaneamente.
Anche san Rocco, pellegrino per scelta e per vocazione, attraversò il mondo con passo leggero. Camminava molto e parlava poco. Curava più con la presenza che con le parole. La sua forza nasceva da una dimensione interiore che oggi definiremmo contemplativa.
Forse per questo continua a essere così attuale. Viviamo infatti in un'epoca che produce rumore come nessun'altra. Rumore materiale e rumore mentale. Automobili, televisioni, smartphone, notifiche, cuffie nelle orecchie, schermi davanti agli occhi. Sempre collegati, sempre informati, sempre raggiungibili.
Il filosofo Stuart Sim, nel suo Manifesto per il silenzio, osserva come la nostra civiltà sembri aver deciso di annientare ogni forma di quiete. Nicoletta Polla Mattiot, scrivendo Il silenzio è rivoluzione, arriva a una conclusione simile: fermarsi, ascoltare e tacere sono diventati gesti quasi rivoluzionari. Sulle strade del silenzio Giorgio Boatti dice che il silenzio, proprio perché mette al vaglio ogni parola, è un efficace sparigliatore di ambiguità, un formidabile bastone di sostegno per restare coerenti ai propri propositi.
Forse esagerano; o forse no. Perché oggi conosciamo bene anche i maggiori danni causati dell'inquinamento acustico. Il rumore continuo altera il sonno, aumenta lo stress, riduce la capacità di concentrazione e rende più difficile perfino l'ascolto reciproco. Quando tutto urla, niente parla veramente.
Il silenzio allora non è il contrario della vita. È il contrario della confusione.
Come l'ombra nelle giornate di agosto non è il contrario del sole ma la sua necessaria compagna, così il silenzio non è il contrario della festa ma la condizione che permette di comprenderne il significato.
La festa di San Rocco è bella perché interrompe il tempo ordinario e come ogni festa autentica contiene momenti di naturale raccoglimento. La mano del Santo che protegge il paese, lo sguardo rivolto verso il cielo durante la processione, la preghiera sussurrata da una nonna, una candela accesa nella penombra di una chiesa. Sono attimi silenziosi di magnifica humanitas. Sono quelli che ricorderemo più a lungo.
Nel frastuono del nostro tempo, san Rocco continua a suggerire una medicina antica e sempre efficace: il silenzio interiore ed esteriore. Non per allontanarsi dal mondo ma per abitarlo con maggiore lucidità, gentilezza e consapevolezza.
Quando il 20 agosto il nostro Maestro attraversa le strade della città tra il suono delle bande e gli applausi della folla, forse possiamo portare con noi anche questo pensiero.
Che il silenzio non è vuoto.
È una presenza.
Ed è nel silenzio della sua anecoica chiesetta in Piazza Roma, 1 - 75024 Montescaglioso (Matera) che la voce di San Rocco riesce ancora a farsi sentire per comunicarci che non è difficile stare in pace sulla terra senza fare una guerra.
Grazie all’aiuto dell’Intelligenza Divina, gratuita, precisa, universale e genuina.
Con massima fede.
Tonino Nobile e ChatGPT (Open Ai)

Ps. Quando esci chiudi la porta senza fare rumore, per favore.
