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El Capro

Mauro Bubbico, 31 dicembre 2016, ore 23:00

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Mauro Bubbico, 2016.

El Capro falcetto-diavoletto congiunge il carnevale di San Constantino Albanese e il rito del falcetto di San Giorgio Lucano. È la sintesi di tutti i carnevali della Basilicata. Rappresenta il mascheramento dell'azione del mietere: i mietitori si comportano come se l'operazione fosse in realtà una battuta di caccia al capro. Il titolo del manifesto è una strofa della Canzone della Rabata, anonima testimonianza letteraria di dolore e di ribellione, di rampogna e di minaccia.

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Devozione&guarigione

Tonino Nobile, 12 agosto 2016, ore 18:00

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Statua di san Rocco all'ospedale di Tinchi, frazione di Pisticci, Mt. (foto Mauro Bubbico)

La salute è uno stato precario che non promette niente di buono.
Guido Ceronetti

Duecentodue euro per una visita cardiologica completa, trecentonovantunomilacentoventisettevecchielire, all’ospedale di San Carlo, intramoenia, visita allergologica centoquaranta euro all’ospedale della Madonna delle Grazie, crema lenitiva trentanoveuro farmacia Santospirito, viaggio a Medjugorje euro trecentosettantotto, totale eguale il costo di trenta secondi di fuochi pirotecnici di fattura italiana scoppiati in un botto.
Guarire costa un occhio, per modo di dire, fra medici e medicine.
San Rocco da taumaturgo, guariva gratis; non lo faceva per soldi ma per amore.

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San Rocco, il cane e il pane

Tonino Nobile, 16 agosto 2015, ore 09:00

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Il mondo sussiste per l’intelligenza del cane.
Zarathustra nell’Avesta, testo sacro della religione mazdeista

Beati i costruttori di pane.

In tutta l’iconografia san Rocco, tranne in una immagine che adesso non ricordo, è rappresentato con il cane Oreste o Reste; preferisco Reste, che fa più Rex ma evoca anche Rusty di Rin Tin tin e non ha niente a che fare con lo sdolcinato Lassie, i due cani della nostra infanzia che hanno allevato la nostra fantasia in bianco e nero.

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Canzone della Rabata

Redazione, 04 gennaio 2015, ore 14:00

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Mauro Bubbico, 2014.
 

La Rabata è tutta ruvinata
Andiamo facendo o frate o frate.
Promettono le strade e le latrine
Poi fanno le chiazzette a l'assassine.
Adda fernesce sta cuccagne
E se non ce volite sta
Le mazzate hann'a' cammina.

Ce chiammeno zulù e beduine
Ca nuie mangiamme assieme le galline.
Int'a' Rabata non ce so signore
Nun c'è Turati né Santoro

Nuie simme a' mamma d'a' bellezza
Nun simme né trifugghie e neanche avezza.

Voi che fate l'intelligente
Non capite proprio niente.
Se non fosse pe' li cafoni
Ve mangiassive li cuglioni.

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Fronda d'ulivo

Mauro Bubbico, 22 agosto 2014, ore 20:00

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Comune
di Montescaglioso, locandina per il programma culturale di agosto.
Mauro Bubbico, 2014.

"Fronda d'ulivo" è una canzone epico-lirica il cui centro di origine è probabilmente da ricercarsi nell'Italia centrale e la cui area di diffusione sinora accertata si spinge nel nord fino in Romagna e in Istria e nel sud fino alla Puglia e alla Basilicata. Nella versione lucana, la protagonista "Fronda d'ulivo", nonostante sia innamorata di Cundu Scielle, riceve dal padre l'imposizione di disporsi alle nozze con Cuntu Maggi. Scapperà la prima notte di nozze per raggiungere il suo amato.

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San Rocco l'étranger

Tonino Nobile, 16 agosto 2014, ore 12:00

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Tolve, processione di san Rocco. (foto d'epoca)

San Rocco era un pellegrino, ossia uno "straniero".
Un pellegrino, cioé uno straniero, è il patrono del mio paese, quindi: straordinario, anzi miracoloso.
Peregrinando peregrinando, attraversando campi e percorrendo tratturi, Rocco diventò Santo in terra straniera – nemo sanctu in patria? – in un epoca abbastanza buia, quando il diritto internazionale delle genti era affidato alla buona fede.

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Narrare la tradizione con gli occhi di Maurice Sendak

Mauro Bubbico, 25 gennaio 2014, ore 11:00

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Mauro Bubbico, 2014.

Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak è una pietra miliare della letteratura per l'infanzia. Apparve la prima volta nel 1963 negli Stati Uniti. A decretarne la fortuna fu il pubblico infantile: tradotto in quasi tutte le lingue, è uno dei libri più letti al mondo. Alla sua uscita il libro suscitò molte critiche di chi lo considerava spaventoso e diseducativo, non adatto a una lettura serale e capace di scatenare incubi nei bambini. "Nessuno prima di Sendak aveva osato mettere un bambino ribelle al centro di un libro destinato all'infanzia, nessuno aveva osato avventurarsi nei meandri della psiche infantile".
Nello sviluppo narrativo del libro di Sendak e della Notte dei cucibocca ci sono molte analogie. Entrambi, con la loro particolare sensibilità nei confronti del mondo infantile, assolvono alla stessa funzione: invitano il bambino a elaborare e vincere le paure e ad aprirsi a un mondo di fantasia e felicità.

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Arriva la festa: tasca vuota e mal di testa

Tonino Nobile, 16 agosto 2013, ore 12:00

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Mauro Bubbico, 2013.

San Rocco voglio farti la festa, devo farti la festa, a tutti i costi.
Io speriamo che abbassino i prezzi: quelli dell'illuminazione, i fuochi e le bande "sonore". E il "foglio"?
Andiamo in ordine.

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Fine delle abbuffate

Redazione, 29 dicembre 2012, ore 20:00

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Mauro Bubbico, 2012.

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Un Carro carico di Angeli

Tonino Nobile, 17 agosto 2012, ore 18:00

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Michele Andrisani, 1991, serigrafia.

Angelo di Dio e del Carro di San Rocco che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste, amen.

Nel 2009 circa sette Angeli del carro di San Rocco volarono via, esodati, in cinque in una stanza del Capitolo dell'Abbazia di San Michele, L'Arcangelo dell'Intelligenza, quello che ci permette di scegliere il nostro modo di vivere e di dominare l'esistenza. I manufatti in cartapesta hanno trovato sistemazione in due nicchie che sembrano fatte apposta.
Erano ormai vecchi? Dovevano andare in pensione? Erano stanchi di stare sul Carro? Non facevano bene il loro lavoro?
Con la loro aura di antiquariato moderno, ora continuano a ricordarci con la presenza artisticamente materiale, la presenza spirituale, sottile, invisibile, che abita un luogo straordinario come la nostra Abbazia Benedettina e la Chiesa di Sant'Angelo. Nel 2010 al loro posto sul Carro Trionfale salirono nove Nuovi Angeli, freschi, giovani, splendenti, luccicanti, slanciati, in compagnia di quattro o sei Putti o Amorini (spero di non aver sbagliato a contare tutto) con le loro faccine che non si capisce se sono maschietti o femminucce.

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