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Carnuele pecché si' muorto?

Franco Mazzoccoli, 18 febbraio 2011, ore 19:00

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Carnuele, che brutta sorte!
Prima l'allegria e dopo la morte
Lu destinu t'ha cundannete
Ogni anno a murì crepete
Matteo Salvatore 

Secondo la terminologia più accreditata, carnevale deriva dal latino carnem levare, cioè eliminare la carne dopo l'ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso, immediatamente prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Per prescrizione ecclesiastica il carnevale è collocato fra l'Epifania e le Ceneri, inizia cioè con la prima delle sette domeniche che precedono la settimana santa, la domenica di settuagesima e termina con la vigilia delle ceneri, dura due settimane e due giorni con un breve spazio temporale che va dal giovedì grasso al martedì grasso. Per la Chiesa cattolica il tempo di carnevale è detto anche tempo di settuagesima ed è l'occasione per una riflessione e una riconciliazione con Dio.

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Semel in anno licet insanire

Franco Mazzoccoli, 02 febbraio 2011, ore 23:00

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James Ensor, Le strane maschere (particolare), 1892.

Per Ensor il carnevale non rappresenta solo un avvenimento divertente, l'evasione dalla monotonia quotidiana, ma il racconto di un mondo anarchico e alla rovescia in cui i rapporti politici e sociali vengono ribaltati. Ensor ne mette a nudo l'aspetto ridicolo e assurdo.

Siamo in periodo di Carnevale e intendiamo dedicare all'unica festa in cui è lecito fare pazzie una serie di interventi con scritti, selezioni di articoli apparsi su quotidiani locali negli anni passati, brani di ricerche e di studi, grafica, fotografia e video sulle diverse tipologie di maschere, interventi che saranno proposti a cadenze settimanali fino all'otto marzo, ultimo giorno di Carnevale in cui le manifestazioni spontanee ed organizzate si svolgeranno in quasi tutti i paesi della Basilicata.

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Libri al rogo

Mauro Bubbico, 27 gennaio 2011, ore 00:00

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Il primo capitolo del Terzo Reich si apre con un rogo di libri del 1933, l’ultimo si chiude in dissolvenza sui campi di sterminio.
“Là dove bruciano i libri, si finisce con il bruciare anche gli esseri umani” fu la premonizione di Heinrich Heine.
È ciò che accadde. I roghi come le camere a gas: la distruzione dei libri fu il primo passo verso la distruzione degli ebrei, perché la parola stampata è essenziale alla sopravvivenza e all’identità non solo per il “popolo dei libri”.

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La notte dei cucibocca

Mauro Bubbico, 04 gennaio 2011, ore 13:00

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Stamponi per il manifesto 2011 (M.B.)

 

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Tremate tremate son finite le abbuffate.
Il cinque gennaio, dalla civiltà agropastorale della Murgia Materana, la sera che precede l'Epifania si svolge una festa dedicata ai bambini. Le origini e le motivazioni si perdono nella notte dei tempi.
Misteriose figure vestite di scuro, mantelli o vecchi cappotti, con in testa un cappellaccio o un disco di canapa da frantoio, il viso incorniciato da folte barbe bianche. Al piede una catena spezzata che striscia sul selciato con un rumore sordo.

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Terrae motus: Irpinia, L'Aquila, Haiti

Redazione, 23 novembre 2010, ore 13:00

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Balvano, 1980.
Un letto all'aperto e, sotto, Le cose rimaste (Mario Cresci, La terra inquieta, Editori Laterza, 1981)

 

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Basilicata, 23 novembre 1980: il terremoto sembra voler cancellare per sempre l'identità di una terra e di una cultura. Questo libro fotografico di Mario Cresci non è solo l'interpretazione del disastro, ma anche il filtro per leggere con la consapevolezza le impronte del passato e le speranze di una civiltà contadina
(dalla quarta di copertina di Mario Cresci, La terra inquieta, Editori Laterza, 1981)

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Appunti per il 4 novembre

Franco Mazzoccoli, 04 novembre 2010, ore 13:00

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Marino Mazzacurati, Bozzetto per un monumento alle gerarchie, 1943


Bertolt Brecht
Il parto della grande Babele

Quando era giunta l’ora delle doglie, si ritirò all’interno delle sue stanze e si circondò di medici e di veggenti.
Sorse un mormorio. Nella casa entravano uomini autorevoli con le facce serie e ne uscivano con le facce preoccupate e pallide. E il prezzo del bianchetto raddoppiò nei negozi di cosmetica.
Il popolo si radunò nelle strade e ci restò dal mattino alla sera, con lo stomaco vuoto.

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Quando la guerra sarà finita

Mauro Bubbico, 01 ottobre 2010, ore 14:00

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All'artigliere Lacanfora Domenico, dep. 14° reggimento art. 2° battaglione reparto addetti richiamati. Mitt. Bitondo Rocco, via Carlo D'Alessio n.53, Montescaglioso (Matera)

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