Franco Mazzoccoli, 02 febbraio 2011, ore 23:00

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James Ensor, Le strane maschere (particolare), 1892.

Per Ensor il carnevale non rappresenta solo un avvenimento divertente, l'evasione dalla monotonia quotidiana, ma il racconto di un mondo anarchico e alla rovescia in cui i rapporti politici e sociali vengono ribaltati. Ensor ne mette a nudo l'aspetto ridicolo e assurdo.

Siamo in periodo di Carnevale e intendiamo dedicare all'unica festa in cui è lecito fare pazzie una serie di interventi con scritti, selezioni di articoli apparsi su quotidiani locali negli anni passati, brani di ricerche e di studi, grafica, fotografia e video sulle diverse tipologie di maschere, interventi che saranno proposti a cadenze settimanali fino all'otto marzo, ultimo giorno di Carnevale in cui le manifestazioni spontanee ed organizzate si svolgeranno in quasi tutti i paesi della Basilicata.

Si inizia con una serie di fotografie d'epoca e con articoli riconducibili alla festa, uno dei quali, Il veglionissimo di carnevale apparso su Il giornale d'Italia nel 1959, particolarmente buffo perché fissa nel tempo un'immagine falsata di un modo di vivere della nostra comunità.
Antonio Desiderio, autore dell'articolo, descrive, con inconsapevole ironia, una festa organizzata presso il Circolo Unione di Montescaglioso, altrimenti chiamato "circolo dei professionisti" perché potevano accedervi solo diplomati e laureati e, quando non ci si poteva riferire ad un diploma specifico, i cosiddetti universitari. È la descrizione di una comunità irreale che solo in pochissime occasioni, e quella del veglionissimo era una di queste, poteva credere di vivere in un mondo ovattato, festaiolo, scanzonato e partecipare – e non è un caso che si citino i nomi dei presenti – ad una "gaia manifestazione mondana" a cui intervenivano duchesse e professori che si esibivano al microfono, e dove ci si poteva permettere un servizio di buffet in un ambiente fatto di "squisita signorilità". Certo, poche cose semplici, forse le buone cose di pessimo gusto, come scriveva Gozzano, ma sicuramente ingenue e prive di malizia che però impedivano, comunque, "all'elemento femminile locale" di partecipare "per inconcepibili preconcetti".
La realtà, invece, era che gruppi organizzati di amici sfilavano, di sera, per le vie del paese, imitando un corteo nuziale (u' zit' e a zit') nel quale i partecipanti erano tutti rigorosamente maschi e non certamente per carenza di pubblico femminile, ma perché si richiamavano ad antiche tradizioni del teatro greco nel quale si vietava alle donne di recitare.

 

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(A. D.) - L'atteso "Veglionissimo" di Montescaglioso non ha deluso nessuno: un insolito brulichio fin dalle prime ore del vespero ha incominciato a rianimare di macchine provenienti da Matera, Ginosa, Laterza e da Bernalda e di un andirivieni di persone la piazza antistante la sede del Circolo Unione e le sale in gran toilette per l'appuntamento danzante.
L'organizzazione di questa festa voluta da tutto il Consiglio di amministrazione, capeggiato dal solerte presidente professor Paolo Noia che ha avuto nel dottor Giuseppe Andriulli e nel giovane universitario Cecchino Lupo i più attivi collaboratori, è stata curata alla perfezione in tutti i dettagli, appunto per dare alla gaia manifestazione mondana un pretto carattere di familiarità e di squisita signorilità.

Abbiamo notato fra gli innumerevoli intervenuti: la duchessa Malvezzi Sinatra di Matera con la figliola sig.na Maria, la sig.ra Anna Loperfido e figlia Rosanna col dr. Sarra, la signorina Cuscianna Assunta, l'ing. Casalini e sig.ra, il dr. Soldano e sig.ra, la simpaticissima coppia sig.ra Anna col marito Carlo Micheli dell' Ente Riforma, la prof.ssa Virginia Castellaneta e prof. Sortini, l'ing. Rocco Barberio e sig.na, il professor Russi, il dr. Francesco Venezia e la signorina Teresa Sarli, il dr. Nicola Venezia e la sig.na Emma Di Stasi, il rag. D'Errico e la figliola sig.na Costanza, la sig.ra donna Michelina Contuzzi e la figliola signorina Rina Petrelli, il prof. Cifarelli Pierino e signora, il prof. Montemurro Giuseppe e signora, il prof. Rocco Ditaranto e sig.ra, il sig. Francesco Ditaranto e sig.na Maria Carlucci, il dr. Luca Carriero e signorina Gerolama Carriero, le signorine Lucia Venezia, Filomena e Giuditta Silvestri, la Direttrice del CRES di Montescaglioso sig.na Lilina Contangelo e sig.ne Amalia Morano e Margherita Larato, la signora Russo Lucia con i figlioli sig.na Pina e l'universitario Ferdinando, il dr. Emilio D'Alessandro, l'avv. Luigi Bianculli, il dr. Giuseppe Andriulli, il dr. Liborio Contuzzi, il dr. Silvio Gallipoli, il rappresentante della stampa prof. Antonio Desiderio, il geom. Vito Gallipoli, corrispondente de «Il Mattino», i geometri Domenico e Vittorio Lupo, il geom. Giovambattista Andriulli, il prof. Michele Pressano, che applauditissimo si è esibito al microfono, cantando appassionatamente, in un fuori numero «L'Edera» e «Come prima...», accompagnato dallo stesso sestetto «Mambo» fra scroscianti battimani, i proff. Alberto Parisi, Nicola Noia, Ettore Motta, Duilio Guadagno, Paolo Ventrelli, Giuseppe Garbellano, Giuseppe Desiderio, Francesco Mazzoccoli, il rag. Paolo Laterza in rappresentanza del Comune, gli universitari: Cecchino Lupo, Mario D'Ambrosio e Angelo Eletto, il sig. Angelo Pizzolla, segr. della Scuola di avviamento professionale, i sigg.: Carlo Desiderio, Tommaso Balsebre, Nicola Morano e tanti e tanti altri di cui ci sfugge il nome.

Un servizio di buffet allestito nelle adiacenti sale è stato impeccabile e soddisfacente, ed infine, il Circolo ha offerto ai convenuti una elegante cassetta di liquori, estratta a sorte dalla sig.na Dina Cassano di Ginosa.
In tanta suggestiva ed allegra manifestazione, con senso di squisita ed ospitale cortesia da parte di tutti verso gli invitati, si deve notare però che, ad eccezione di pochissime dame, solo l'elemento femminile locale ha brillato per assenteismo, per inconcepibili preconcetti.

Antonio Desiderio ne Il giornale d'Italia, 11 febbraio 1959

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