
Si è tenuta nella mattina del due dicembre scorso, nella sala mensa della Pro.&Real.Fut. una calorosa e simpatica manifestazione in occasione dell'anniversario della nascita della dottoressa Carmela Maria Della Torre, dirigente vicaria dello stabilimento Tre.
I colleghi dirigenti e del comparto intervenuti (tutti rigorosamente a mani vuote), dopo un riguardoso bacio di circostanza e una esangue stretta di mano, hanno augurato alla dirigente lunga vita, benessere e soddisfazioni in ogni campo.
Ancora prima che la festeggiata desse il via d'uopo, ventisette bocche e cinquantaquattro mani, senza dare troppo nell'occhio, si sono avvicinati ai vassoi in bella mostra sul tavolo centrale.
Le mani, in apparente noncuranza, cogliendo una momentanea distrazione di Della Torre, in un lampo, come comandati da un solo encefalo, hanno svuotato i vassoi ricolmi di appetitosi faraoni di Rotondella.
La dottoressa dirigente vicaria quando si è resa conto dell'accaduto è finita preda del panico. Alla cerimonia sarebbero arrivati, da un momento all'altro, il direttore generale e il presidente e non avrebbero potuto assaporare né apprezzare la bontà dei faraoni, se pur di Rotondella e non dell'Egitto.
Nella fase di trasformazione dei faraoni in boli alimentari nessuno dei presenti aveva da dire. Ventisette apparati orali tacevano miracolosamente, mentre occhi sgranati osservavano attenti le bottiglie di bibite, di vino, di birra e di liquori sia delle migliori marche che di fattura domestica. Più di uno era tormentato dalla scelta: birra o vino?, aranciata o cocacola?, amaro o limoncello?
È stato quando la dottoressa vicaria si è rivolta ad un suo subalterno, per l'approvvigionamento di altre cibarie per le alte cariche assenti, che i festanti, senza indugio, hanno mosso un meditato e soppesato attacco alle bottiglie. Ci sono stati quelli che hanno versato il contenuto nei bicchieri di plastica e quelli che si sono attaccati direttamente alle bottiglie senza curarsi della correttezza e del decoro, irrinunciabili virtù per stare in un contesto civile.
I più si sono lasciati condizionare dal detto popolare Mangiam mo', ca po' con il proposito di recuperare la rispettabilità con il tempo, in azioni successive.
La dottoressa Carmela Maria Della Torre facendo buon viso a cattivo gioco ha offerto a tutti un caffé di buona qualità e di ottima fattura.
Alla fine, in ordine sparso, gli intervenuti hanno indirizzato un cenno di ringraziamento in direzione del dirigente vicario e, a malincuore, si sono recati ai propri posti di lavoro.
La festeggiata, dopo che in un sacco di plastica nera ha raccolto i bicchieri le bottiglie vuote e i vassoi, ai collaboratori più stretti ha confidato di non essere certa di ripetere l'iniziativa l'anno prossimo.
