Devozione&guarigione

La salute è uno stato precario che non promette niente di buono.
Guido Ceronetti
Duecentodue euro per una visita cardiologica completa, trecentonovantunomilacentoventisettevecchielire, all’ospedale di San Carlo, intramoenia, visita allergologica centoquaranta euro all’ospedale della Madonna delle Grazie, crema lenitiva trentanoveuro farmacia Santospirito, viaggio a Medjugorje euro trecentosettantotto, totale eguale il costo di trenta secondi di fuochi pirotecnici di fattura italiana scoppiati in un botto.
Guarire costa un occhio, per modo di dire, fra medici e medicine.
San Rocco da taumaturgo, guariva gratis; non lo faceva per soldi ma per amore.
San Rocco, il cane e il pane


Il mondo sussiste per l’intelligenza del cane.
Zarathustra nell’Avesta, testo sacro della religione mazdeista
Beati i costruttori di pane.
In tutta l’iconografia san Rocco, tranne in una immagine che adesso non ricordo, è rappresentato con il cane Oreste o Reste; preferisco Reste, che fa più Rex ma evoca anche Rusty di Rin Tin tin e non ha niente a che fare con lo sdolcinato Lassie, i due cani della nostra infanzia che hanno allevato la nostra fantasia in bianco e nero.
Canzone della Rabata

La Rabata è tutta ruvinata
Andiamo facendo o frate o frate.
Promettono le strade e le latrine
Poi fanno le chiazzette a l'assassine.
Adda fernesce sta cuccagne
E se non ce volite sta
Le mazzate hann'a' cammina.
Ce chiammeno zulù e beduine
Ca nuie mangiamme assieme le galline.
Int'a' Rabata non ce so signore
Nun c'è Turati né Santoro
Nuie simme a' mamma d'a' bellezza
Nun simme né trifugghie e neanche avezza.
Voi che fate l'intelligente
Non capite proprio niente.
Se non fosse pe' li cafoni
Ve mangiassive li cuglioni.
Fronda d'ulivo

di Montescaglioso, locandina per il programma culturale di agosto.
Mauro Bubbico, 2014.
"Fronda d'ulivo" è una canzone epico-lirica il cui centro di origine è probabilmente da ricercarsi nell'Italia centrale e la cui area di diffusione sinora accertata si spinge nel nord fino in Romagna e in Istria e nel sud fino alla Puglia e alla Basilicata. Nella versione lucana, la protagonista "Fronda d'ulivo", nonostante sia innamorata di Cundu Scielle, riceve dal padre l'imposizione di disporsi alle nozze con Cuntu Maggi. Scapperà la prima notte di nozze per raggiungere il suo amato.
San Rocco l'étranger

San Rocco era un pellegrino, ossia uno "straniero".
Un pellegrino, cioé uno straniero, è il patrono del mio paese, quindi: straordinario, anzi miracoloso.
Peregrinando peregrinando, attraversando campi e percorrendo tratturi, Rocco diventò Santo in terra straniera – nemo sanctu in patria? – in un epoca abbastanza buia, quando il diritto internazionale delle genti era affidato alla buona fede.
Narrare la tradizione con gli occhi di Maurice Sendak

Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak è una pietra miliare della letteratura per l'infanzia. Apparve la prima volta nel 1963 negli Stati Uniti. A decretarne la fortuna fu il pubblico infantile: tradotto in quasi tutte le lingue, è uno dei libri più letti al mondo. Alla sua uscita il libro suscitò molte critiche di chi lo considerava spaventoso e diseducativo, non adatto a una lettura serale e capace di scatenare incubi nei bambini. "Nessuno prima di Sendak aveva osato mettere un bambino ribelle al centro di un libro destinato all'infanzia, nessuno aveva osato avventurarsi nei meandri della psiche infantile".
Nello sviluppo narrativo del libro di Sendak e della Notte dei cucibocca ci sono molte analogie. Entrambi, con la loro particolare sensibilità nei confronti del mondo infantile, assolvono alla stessa funzione: invitano il bambino a elaborare e vincere le paure e ad aprirsi a un mondo di fantasia e felicità.
Arriva la festa: tasca vuota e mal di testa

San Rocco voglio farti la festa, devo farti la festa, a tutti i costi.
Io speriamo che abbassino i prezzi: quelli dell'illuminazione, i fuochi e le bande "sonore". E il "foglio"?
Andiamo in ordine.
Fine delle abbuffate

Un Carro carico di Angeli

Angelo di Dio e del Carro di San Rocco che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste, amen.
Nel 2009 circa sette Angeli del carro di San Rocco volarono via, esodati, in cinque in una stanza del Capitolo dell'Abbazia di San Michele, L'Arcangelo dell'Intelligenza, quello che ci permette di scegliere il nostro modo di vivere e di dominare l'esistenza. I manufatti in cartapesta hanno trovato sistemazione in due nicchie che sembrano fatte apposta.
Erano ormai vecchi? Dovevano andare in pensione? Erano stanchi di stare sul Carro? Non facevano bene il loro lavoro?
Con la loro aura di antiquariato moderno, ora continuano a ricordarci con la presenza artisticamente materiale, la presenza spirituale, sottile, invisibile, che abita un luogo straordinario come la nostra Abbazia Benedettina e la Chiesa di Sant'Angelo. Nel 2010 al loro posto sul Carro Trionfale salirono nove Nuovi Angeli, freschi, giovani, splendenti, luccicanti, slanciati, in compagnia di quattro o sei Putti o Amorini (spero di non aver sbagliato a contare tutto) con le loro faccine che non si capisce se sono maschietti o femminucce.
Omofobia


È ormai prassi consolidata in Italia, da parte di designer di una certa formazione culturale che considerano la comunicazione visiva una pratica interventista, uno strumento in grado di informare ed educare, produrre autonomamente iniziative con l'intento di accendere il dibattito intorno a temi cruciali per la vita civile del nostro Paese. Omofobia presenta una serie di manifesti progettati e stampati da Studio FM, uno tra i più interessanti studi di grafica milanesi, proprio in occasione della giornata contro l'omofobia del 2010.
