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Mauro Bubbico, 09 agosto 2011, ore 18:00

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Matthew Crawford insegnava filosofia in un importante istituto di studi politici a Washington. Stanco del suo ben remunerato lavoro, lasciò tutto e aprì un'officina meccanica per riparare motociclette. Per Crawford, l'evoluzione del lavoro d'ufficio trasformava i colletti bianchi in un esercito di frustrati esecutori di direttive altrui, privandoli della possibilità di toccare con mano i benefici concreti della propria attività. Al contrario i lavori manuali offrono spazi di libertà e appagamento sconosciuti ai più.

Quello che per i nostri genitori e nonni era normale: rimediare in casa a un piccolo guasto, riparare un'auto o una bicicletta, prendersi cura di un oggetto, sporcarsi le mani e ripararli da sé, nell'arco di due generazioni sembra diventato quasi impensabile.
Nel suo libro Il lavoro manuale come medicina dell'anima racconta la sua esperienza dimostrando che riparare le cose con le proprie mani può spingere a un consumo più consapevole, a migliori relazioni con l'ambiente circostante e all'emancipazione dalla schiavitù di una tecnologia nascosta e oscura; insomma, è un'ottima medicina per l'anima.1
Come Crawford, Amos Paul Kennedy, dopo aver studiato matematica e lavorato venti anni come programmatore e analista di sistema di società come At&t e Ibm, con la sua prima macchina tipografica, avuta in regalo, comincia a sperimentare la stampa con i caratteri mobili riscoprendo il lavoro manuale. "Avevo lasciato la divisione di programmatore per quella amministrativa, e questa è stata una cattiva scelta. Era molto noioso. Stavo seduto alla scrivania circondato da pratiche e guardavo l'orologio. Mi stava uccidendo. Essere licenziato mi ha aiutato a cambiare non solo la mia carriera ma anche la mia vita."

Nel 1997, dopo il conseguimento di una laurea specialistica in Belle Arti, inizia un'intensa attività di tipografo impegnato per il miglioramento della vita sociale. Sfruttando la sua capacità di coinvolgere e motivare le persone, crea nella sua comunità laboratori di arte del libro per i bambini delle classi sociali più povere e per altri gruppi a rischio. Amos è tipografo, fabbricante di carte artigianali e realizzatore di libri d'artista e manifesti. Impiega i metodi tradizionali, con torchio e tirabozze stampa a rilievo vari strati di testo e immagini su fogli di cartoncino, usando una tecnica di bagnato-su-bagnato per ottenere sfondi colorati con una particolare qualità grafica. A colori che si combinano casualmente in macchina sovrappone il testo in nero.
I suoi manifesti, composti con titoli attraenti, motti o proverbi africani, semplici informazioni su eventi e fatti della comunità nera, esprimono da una prospettiva nera le sue opinioni sociali e politiche su argomenti come la schiavitù, il razzismo, la povertà, il patrimonio africano e la storia degli Stati Uniti. Con le sue creazioni appoggia gli ideali di giustizia sociale e l'attivismo comunitario.2

Amos Paul Kennedy Jr. divide il suo tempo tra lo studio ad Akron in Alabama e la sua legatoria del Gallo Nero in Italia, a Cameri, vicino Novara. Nei periodi in cui è in Italia, alterna l'organizzazione di mostre a workshop; l'ultimo si è tenuto nel mese di giugno, a cura del Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro, presso la Tipografia sociale di Arezzo, in collaborazione con Paolo Lazzarelli.

1. Matthew Crawford, Il lavoro manuale come medicina dell'anima. Perché tornare a riparare le cose da sé può renderci felici, Strade blu, Mondadori, 2010.
2. Il messaggio nelle mani del popolo. Amos Paul Kennedy Jr: Tipografo, Artigiano. Intervista di Kate Ferrucci. Progetto Grafico 12/13 2008, pagg. 72-81.

 

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Due poster tipografici di Leonardo Di Renzo.

TyPuglia, progetto per valorizzare il meglio dei prodotti gastronomici pugliesi incrociando i prodotti tipici con il mondo della tipografia.

"Lavorare, lavorare, lavorare. Preferisco il rumore del mare" (citazione da Dino Campana).

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Manifesto di Matteo Bertin.

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Mettere il messaggio nelle mani del popolo e circolare.

Interni del libro che raccoglie le tavole prodotte durante il workshop con Amos Paul Kennedy Jr., Monica Dengo e Paolo Lazzarelli presso la Tipografia Sociale, Arezzo, 18/19 giugno 2011.
Copertina di Amos; interni in ordine di paginazione: Leonardo Di Renzo, Marta Gazzola, Mariagiovanna Di Iorio, Riccardo Falcinelli, Marco Cassini, Matteo Bertin, Marco Corinaldesi.

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