Storie di grafica: Aldo Novarese

Una ricerca sui grafici e i tipografi che presero parte alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo, svolta nel 2010 all'interno del corso di progettazione grafica del secondo anno di specialistica dell'Isia di Urbino, ha avuto il merito di fare un po' di luce sul loro impegno, indagando fatti e vicende tragiche di cui furono protagonisti. Furono uomini semplici, lavoratori ed intellettuali che, ubbidendo ad una necessità interiore, misero a disposizione le loro conoscenze professionali o scelsero la lotta armata per reagire alla sopraffazione e l'odio e poi, con la ricostruzione, si impegnarono a dare forma concreta agli ideali di libertà, di pluralismo, di autogoverno riassunti nella Costituzione. Tra questi una delle figure più amate e care è sicuramente Aldo Novarese. Lo vogliamo ricordare, per chiarire il dna della nostra cultura.
Novarese, un uomo dai molti caratteri
di Laura Fuligna
Aldo Novarese, "uomo di raffinate conoscenze e di rara esperienza progettuale circa la moderna estetica applicata alle lettere", pur essendo l'ultimo erede di una secolare tradizione nell'Arte della stampa, quella italiana di Aldo Manuzio, Giambattista Bodoni, Raffaello Bertieri e Giovanni Mardersteig, è stato una figura molto spesso dimenticata come fosse il normale destino di coloro che per una vita si impegnano nella produzione di strumenti tecnici concreti (i caratteri) per l'elaborazione di pensieri astratti, utili al cammino dell'intera umanità.
Lo sguardo e la mano
reFresh è il viaggio in un passato inesplorato, la discesa nelle falde dell'interiorità nel tentativo di afferrare frammenti d'infanzia e, al contempo, di rivivere e redimere reminiscenze di sentimenti e angosce ancestrali. Ricordo e assenza, linearità e affastellamento di immagini, sinestesie mediali prendono forma attraverso lo sguardo e la mano, in una ricerca che si dilata senza risolversi.
XIII Settimana della Cultura a Matera

In esposizione a Matera: dipinti e litografie di Luigi Guerricchio, foto di Mario Carbone usate da Carlo Levi per dipingere Lucania '61 e una mostra sulla valorizzazione dell'identità territoriale di siti archeologici nel Nord della Giordania.
Per distrazione di chi scrive o per scarsa capacità comunicativa da parte di chi ha organizzato la XIII Settimana della Cultura (ormai al termine) vogliamo segnalare tre mostre da non perdere che fin qui ci erano sfuggite.
Matera, Palazzo Lanfranchi, sala Carlo Levi
Avete ucciso Vic, ma noi resteremo umani

politicalcomics.info
Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il Manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo. Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalla latitudine e dalla longitudine, alla stessa famiglia che è la famiglia umana.
Vittorio Arrigoni
Federico Scialpi, il sogno e la ricerca

Tratto da Maurice Henry, Antologia grafica del surrealismo, Mazzotta editore
Fra i generi letterari quello poetico è il più indicato a sollecitare nel lettore, in maniera soggettiva, quelle sfere dell'emotività che, partendo dall'anima, arrivano direttamente al cuore. La poesia spinge la fantasia alla ricerca di sensazioni indescrivibili non perché ricca di stucchevoli sentimentalismi quanto, piuttosto, perché le parole danzando leggere, una dopo l'altra, e, disponendosi ordinatamente al proprio posto come in uno schema geometrico compositivo di Paul Klee, trasmettono al lettore una infinità di sensazioni che toccano tutte le sfere sensoriali.
I confini della democrazia

La recente riscoperta di un testo di Antonio Gramsci; le parole di Gustavo Zagrebelsky, tra i più lucidi pensatori del nostro tempo, animatore del laboratorio pubblico permanente biennaledemocrazia.it – oggi l'inaugurazione dell'edizione 2011; alcuni fatti (non solo) di questi giorni; un esilarante video del grande Ascanio Celestini; l'approssimarsi della Pasqua. Tutti spunti che ci spingono a proporre una sempre utile riflessione sul tema della Democrazia.
Che volete adunque che io faccia di colui che voi chiamate il Re dei Giudei? Ed essi gridarono di nuovo: «crocifiggilo». E Pilato disse loro: Ma pure, che male vi ha fatto? Ed essi vie più gridavano: «crocifiggilo!»
Marco 15, 8-14
Nel processo di Gesù, più di duemila anni fa, Pilato scelse una procedura "democratica" e si appellò al popolo. Se di democrazia si trattò, non v'è dubbio che fu la peggiore di tutte le democrazie. Messo di fronte alla scelta tra Gesù e Barabba, il popolo non esitò a crocifiggere il primo.
In questo episodio, per l'appunto, verità e giustizia testimoniano contro la democrazia perché il vero e il falso, il bene e il male, non possono dipendere dal numero delle opinioni.
I colori dell'antimafia
Orientarsi a Urbino

Callisto Ciccolini, Pianta Città di Urbino patria di Raffaello Sanzio, 1874
Si è inaugurata sabato 9 aprile alle ore 11, presso la Casa Natale di Raffaello, Urbino walk in progress, una mostra laboratorio sulla rappresentazione della città. L'esposizione, si svolge a conclusione di circa due anni di lavoro e presenta i risultati di una ricerca e un metodo d'indagine interdisciplinare che permette di condividere le conoscenze e realizzare qualcosa di veramente utile.
Good morning L'Aquila

Le carriole sono il simbolo di una presa di coscienza per testimoniare l'appartenenza e l'affetto degli Aquilani, la speranza e il futuro per noi e per i ragazzi.
www.6aprile.it


